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 Nuovo gruppo PSL per il mondo birra

09/11/2011

Nuovo gruppo di etichettaggio autoadesivo PSL Sidel per il mondo birra: rivoluzionarie etichette ultra-sottili

Nuovo gruppo PSL per il mondo birra

Dalla divisione R&S di Sidel direttamente alla Brau Beviale di Norimberga, 9-11 novembre. Il gruppo di etichettaggio autoadesivo PSL (Pressure-Sensitive Labelling ) per birra che ha superato con successo i test di laboratorio presso Spendrups, Svezia, utilizza pellicole ultra-sottili e promette ai clienti la riduzione del TCO (Total Cost of Ownership) e un veloce ritorno sull’investimento (ROI). Senza dimenticare la sostenibilità.
Il più delle volte, le etichette sono il primo contatto visivo e tattile che il cliente ha con il prodotto. In un mondo del consumo sempre più sofisticato, può succedere che sia proprio l’etichetta a fare la differenza. Alla crescente domanda di un etichettaggio di alta qualità, Sidel risponde con un gruppo di etichettaggio proprietario altamente innovativo, flessibile, efficiente e sostenibile. Le sue destinazioni d’elezione sono due: entrare a far parte di un aggregato più grande previsto anche per applicazioni cold glue, oppure essere accorpato a una etichettatrice autoadesiva standard.

Vantaggi per il cliente, vantaggi per l’ambiente
Il primo intervento attuato dall’R&S Sidel è stato sulla struttura del nuovo gruppo di etichettaggio autoadesivo, reso particolarmente stabile, e sulla “slitta”, adattabile a ogni contenitore, così da ridurre in modo significativo le vibrazioni, migliorando la qualità del prodotto finale. Ma l'innovazione più rivoluzionaria è la possibilità di utilizzare come supporto film di spessori sottilissimi – fino a 12µm PET – con la garanzia delle medesime prestazioni che si hanno utilizzando il più consueto supporto da 24µm. Un risultato ottenuto grazie alla presenza nei quattro punti focali (reel unwinder, air buffer, push-pull e rewinder) di altrettanti motori brushless che assicurano un perfetto controllo della tensione della pellicola. La possibilità di utilizzare spessori tanto ridotti significa minori scarti, minori costi e una maggiore flessibilità. Dal costante controllo della tensione della pellicola derivano inoltre altri numerosi vantaggi, che vanno da una superiore stabilità dell’etichetta all’alta improbabilità di un suo danneggiamento, alla millimetrica precisione del posizionamento. Si sta parlando, evidentemente, di prestazioni della massima qualità a velocità estremamente elevate.
«Questa nuova tecnologia di Sidel ci ha davvero colpito. Da quanto l’abbiamo installato, il gruppo di etichettaggio PSL ha funzionato alla perfezione e la qualità del risultato ha di gran lunga superato le nostre aspettative. Sia il rendimento della macchina – 50.000 bph – sia la sua robustezza ci hanno confermato di aver fatto la scelta giusta. In effetti, non abbiamo mai considerato il gruppo di etichetaggio autoadesivo PSL un prototipo, bensì una macchina industriale a tutti gli effetti» afferma Kim Pedersen, Senior Project Manager di Spendrups, primo cliente a utilizzare la nuova tecnologia PSL.

Maggiore affidabilità, maggiore flessibilità
La presenza di motori direct drive senza trasmissione meccanica ha come conseguenza l’assenza della normale usura dovuta al contatto tra gli ingranaggi, una drastica riduzione dell’attività di manutenzione e la diminuzione della possibilità di errore umano La gestione elettronica inoltre, consentendo di mettere a ricetta parametri ad hoc variabili e continuamente controllabili dal cliente, è la migliore garanzia di tutta la flessibilità di cui un etichettaggio sempre più raffinato ha bisogno. Il controllo in tempo reale di tutte le fasi del processo di etichettaggio da parte dei motori brushless assicura un feedback continuo e completo.

La struttura del nuovo gruppo di etichettaggio è altamente ergonomica e consente all’operatore un facile accesso a tutti i componenti, rendendo semplici e rapide le procedure di cambio formato. Anche il design dell’ingombro a terra è tale da permettere un controllo ravvicinato di ogni fase del processo. Come spiega Kim Pedersen: «Nel nostro reparto imbottigliamento, non c’era abbastanza spazio per poter investire una nuova etichettatrice. Un motivo in più per apprezzare l’ergonomia e la compattezza di questo gruppo di etichettaggio».

Un etichettaggio non-stop
Sia nel caso dell’etichettatrice standard, sia in quello di un aggregato più grande, si può utilizzare il sistema “Master-Slave”, che prevede la compresenza di due gruppi di etichettaggio che trattano la medesima etichetta – uno attivo, l’altro in stand-by. Quando la bobina delle etichette sul “master” giunge alla fine (oppure nei rarissimi casi di rottura della pellicola/supporto), entra immediatamente e automaticamente in funzione la stazione “slave”. In tal modo, si dà risposta a un’altra delle principali esigenze del cliente: quella di una totale assenza di fermo macchina dovuto a esaurimento della bobina o a malfunzionamenti, a garanzia del mantenimento dei livelli di velocità per un’erogazione di etichette non-stop. «Il progetto è stato completato con successo grazie a un’eccellente collaborazione fra noi e Sidel durante tutta la fase della sua esecuzione. Bisogna dire che Sidel ha sempre fatto di tutto per venirci incontro. Per preparare al meglio la messa in funzione della macchina, occorrevano grandi quantità di bottiglie e non sempre noi eravamo in grado di procurarle negli otto formati che produciamo sulla nostra linea vetro – un formato per Heineken e gli altri sette per Spendrups. Ciò nonostante, Sidel è riuscita a realizzare le prove di collaudo anche con un numero di bottiglie inferiore» conclude Kim Pedersen.

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